Roma, 7 maggio 2014

Al Ministro per la Semplificazione e Pubblica 

Amministrazione 

On.le Maria Anna Madia 

 

Al Sottosegretario di Stato alla Presidenza 

del Consiglio 

On.le Graziano Delrio

Oggetto: richiesta di incontro

L’obiettivo di riformare la Pubblica Amministrazione nelle sue diverse articolazioni centrali e territoriali, per renderla più funzionale e vicina alle esigenze espresse dai cittadini, costituisce un punto di riferimento costante delle proposte di riforma delle scriventi. 

L’interesse prioritario è di coniugare un’ottimizzazione organizzativa con la valorizzazione delle professionalità esistenti al fine di rendere sempre più celeri e accessibili i servizi ai cittadini. 

Il rischio che si vuole evitare è di attuare riforme che non tengano debitamente conto dei fattori produttivi e delle peculiarità funzionali e organizzative delle diverse strutture, tradendo in tal modo le aspettative delle innovazioni attuate. 

Ovviamente qualunque innovazione dovrà tenere conto dell’assetto attuale e dell’evoluzione normativa e organizzativa degli ultimi anni. 

In particolare, nel contesto attuale, la figura del Segretario Comunale riveste un ruolo centrale come vertice dell’organizzazione dell’ente locale. 

Il Segretario Comunale, per la sua specifica professionalità nel campo del diritto è, secondo la ricostruzione effettuata dalla giurisprudenza contabile, la figura professionale alla quale per legge è “demandato un ruolo di garanzia, affinché l'attività dell'Ente possa dispiegarsi nell'interesse del buon andamento e dell'imparzialità” e costituisce un riferimento essenziale per il buon andamento della gestione dell’ente locale. 

Alle importanti competenze assegnategli dall’art. 97 del d.lgs. 267/2000 sono seguite ulteriori funzioni attribuitegli da successive norme di legge, come ad esempio quelle in tema di anticorruzione, trasparenza e controlli interni, che hanno ulteriormente rafforzato tale figura. 

Il segretario comunale, iscritto in un apposito Albo nazionale con articolazioni regionali cui si accede attraverso un corso-concorso pubblico, sottoscrive il proprio contratto di lavoro solo allorquando, a seguito dell’individuazione del Sindaco, si determinano le condizioni per instaurare un rapporto di dipendenza funzionale con un Comune. 

L’eventuale abolizione della figura del Segretario comunale, in tale senso, apparirebbe poco coerente con l’evoluzione normativa e con il quadro di riforma che il Governo intende dare alla dirigenza della Pubblica Amministrazione, ma soprattutto necessiterebbe di una consistente rivisitazione del modello organizzativo comunale. 

Tali elementi evidenziano la necessità di un ampio progetto di riforma degli assetti degli enti locali e rendono imprescindibile il confronto con le rappresentanze dei lavoratori, che possa evidenziare le ricadute concrete per i lavoratori e per i cittadini. 

Un processo di riforma non può peraltro non tenere conto del ruolo svolto e del contributo reso dai diretti interessati. E’ innegabile che i Segretari comunali abbiano già dimostrato in passato di essere pronti a raccogliere le sfide di cambiamento, come in occasione della riforma “Bassanini”. 

Analogamente ancora oggi sono pronti a confrontarsi senza pregiudizi sulle proposte quando saranno note, con l’intento di definire modelli organizzativi che da un lato non disperdano il prezioso patrimonio di competenze che si sviluppano nei molteplici settori dell’attività amministrativa che coinvolgono gli Enti locali, dall’altro lato non indeboliscano il fondamentale ruolo di garanzia oggi loro assegnato all’interno delle autonomie locali. 

A tal fine chiediamo un incontro urgente per avviare un reale percorso di innovazione e sviluppo delle competenze svolte dai Segretari comunali e provinciali. 

Cordiali saluti 

 

                         FP CGIL                                      CISL FP                                               UIL FPL 

                 Rossana Dettori                             Giovanni Faverin                                    Giovanni Torluccio