UIL FPL Taranto: “Indennità di rischio per gli operatori del 118, non ci sono lavoratori di serie A e serie B”

Taranto, 26 marzo 2025 – Sirene spiegate, strade trafficate, interventi in condizioni estreme. Il lavoro degli operatori del 118 è sinonimo di emergenza e rischio quotidiano, eppure, a distanza di anni, il loro diritto a un’indennità di rischio continua a essere ignorato. Dopo l’ennesimo incidente che ha coinvolto un’ambulanza a Taranto, la UIL FPL torna a chiedere con forza un riconoscimento economico per questi professionisti che, senza alcuna tutela aggiuntiva, affrontano pericoli costanti: dagli incidenti stradali alle aggressioni, fino allo stress psicofisico derivante da turni massacranti e un servizio sempre più sotto pressione.

“Non possiamo più accettare che esistano lavoratori di serie A e di serie B – dichiara Giovanni Maldarizzi, segretario generale UIL FPL Taranto –. Gli operatori del 118 garantiscono un servizio essenziale e spesso operano in situazioni di estrema criticità. Il riconoscimento di un’indennità di rischio non è solo una questione economica, ma di giustizia e rispetto per chi, ogni giorno, mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri”.

La richiesta non è nuova: già nel 2018 la Regione Puglia aveva bocciato l’ipotesi di estendere l’indennità al personale del 118, sostenendo che non rientrasse tra le categorie previste dal contratto nazionale. Una posizione che oggi va superata, aprendo un tavolo di confronto con ASL Taranto e Regione Puglia per sanare un’ingiustizia evidente. “I fatti di cronaca parlano chiaro – aggiunge Maldarizzi –. Gli operatori del 118 non solo rischiano sulla strada, ma sono esposti a episodi di violenza sempre più frequenti. L’assenza di tutele è un’anomalia inaccettabile, che deve essere risolta con provvedimenti concreti“.

La UIL FPL evidenzia inoltre come la situazione del servizio 118 a Taranto sia al limite del collasso: carenza di mezzi, mancanza di personale, turni estenuanti. “Gli operatori sono allo stremo – conclude Maldarizzi – e la loro sicurezza non può essere trattata come una questione secondaria. Chiediamo alla Regione di avviare un confronto serio e risolutivo, perché garantire tutele a questi lavoratori significa garantire un servizio di emergenza efficiente e sicuro per tutta la cittadinanza”.-

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