BENE LA PROROGA DEI CONTRATTI PER
GLI INFERMIERI DELL’ASL TARANTO

ma abbiamo necessità di una Sanità in cui
la professionalità sia riconosciuta!!!

 In considerazione della situazione difficilissima del territorio ionico per la pandemia in atto il fatto che la ASL Taranto – così come tutte le ASL Pugliesi – a seguito delle direttive dalla Regione Puglia, abbia disposto la proroga dei contratti di lavoro degli infermieri precari fino al raggiungimento dei 36 mesi rappresenta un aiuto importante per i tanti sanitari in trincea oramai ininterrottamente da quasi un anno.

Sì perché anche se il periodo estivo ha dato la sensazione di un miglioramento delle condizioni di vita a livello sociale in ambito sanitario si è continuato ad avere turni massacranti in considerazione di tutte le visite, interventi attività di screening che hanno avuto necessità di essere recuperate a seguito del periodo di lockdown.

Non a caso la UIL FPL il 27 ottobre, preoccupata della scadenza contrattuale di numerosi professionisti sanitari, ha richiesto alla ASL Taranto di procedere con urgenza alla proroga dei contratti di lavoro per evitare la fuga di professionalità in questo momento preziosi come l’oro.

In tal senso l’intervento della Regione Puglia – che invitava le Asl a prorogare i contratti degli infermieri – non si è fatto attendere: vista la grave emergenza sanitaria e la difficoltà di reperire infermieri su tutto il territorio nazionale.

Pertanto fughe in avanti di Organizzazioni Sindacali che vogliono prendersi il merito dell’iniziativa regionale non possono che farci sorridere. Il momento è difficile e abbiamo il dovere di essere seri e di occuparci di aspetti importanti che attengono la salute delle persone esentandoci da attribuirci “primogeniture” difficilmente dimostrabili e comunque in considerazione del momento inutili e imbarazzanti.

In tal senso la UIL FPL riprendendo un intervento dell’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Luigi Lopalco, nel corso di una trasmissione televisiva, condivide con lui che la pandemia abbia messo a nudo le tante carenze del sistema sanitario. Particolarmente stridente per gli addetti ai lavori è stato il passaggio dell’Assessore in cui affermava che non si trovano infermieri neanche a pagarli a peso d’oro non foss’altro perché gli infermieri italiani, chiamati “EROI”, “ANGELI”, sono i peggio pagati in Europa. Se poi facciamo riferimento alle RSA, gli Hospice, le Case di riposo, la situazione si complica ulteriormente.  In queste realtà lavorative gli infermieri sono costretti a prestare la loro opera in condizioni di sovraccarico lavorativo per circa 1200 euro al mese.

In tal senso non possiamo che ricordare che queste persone hanno lavorato a mani nude per tutto il primo periodo della pandemia in alcuni casi morendo per il lavoro che hanno scelto fare. Questa categoria professionale ha dimostrato di reggere il peso del SSN, senza mai tirarsi indietro, anche nella guerra del secolo contro il nemico invisibile.

Pertanto la UIL FPL chiede al neo assessore alla sanità della Regione Puglia, di farsi parte propositiva affinché a partire da oggi si promuova una politica sanitaria che promuova le professionalità e che metta il sistema Sanitario Pubblico nelle condizioni di non trovarsi nella paradossale situazione di non poter attivare un servizio che sia la rianimazione o altro perché non è possibile reperire personale sanitario come infermieri o medici. Le sue sono parole forti, Assessore, che mettono in luce il fallimento di un sistema che necessita di essere ampiamente rivisitato, riportando al centro la salute della persona smettendola definitivamente di chiamarla utente. Al contempo questa Organizzazione Sindacale le rappresenta la necessità di sanare   ingiuste e mortificanti disuguaglianze retributive tra operatori sanitari. Non è più possibile assistere a retribuzioni con prestazioni aggiuntive in ambito medico e ad eventuale riconoscimento di straordinario in ambito infermieristico a fronte dello svolgimento di una attività professionale in entrambi i casi di alta specializzazione. Tra l’altro cogliamo l’occasione per ricordare che ad oggi la stragrande maggioranza degli infermieri di Taranto non ha ricevuto alcun premio Covid.