In Puglia sembra che essere bravi in sanità sia un problema. Il paradosso dell’eccellenza sanitaria in Puglia si chiama 118.

 I dati ISTAT relativi al quinquennio 2012 – 2016 inerenti i parametri di mortalità per infarto miocardico acuto, rilevati nelle varie province italiane, vedono premiata la professionalità degli operatori sanitari, del sistema 118 pugliese, con 5 province che rientrano nelle prime 10, posizioni: prima fra tutte Taranto, al secondo posto, Bari, al terzo, Barletta-Andria-Trani, al quinto, Foggia al nono e Lecce al decimo.

Con questi dati, e in considerazione delle innumerevoli volte in cui il sistema 118 è stato portato ad esempio di efficienza in convegni per addetti ai lavori e all’interno di articoli pubblicati su numerosi organi di informazione, balza agli occhi l’assenza di condivisione entusiasta di tali risultati da parte della politica regionale. Un silenzio inspiegabile per Il segretario della UIL FPL Emiliano Messina, rotto solo dalla proposta regionale di cambiare il sistema 118 appunto.

Una politica veramente attenta al territorio, secondo Emiliano Messina, avrebbe promosso a livello nazionale il modello di 118: oggi il migliore d’Italia. Invece il Presidente della Regione Michele Emiliano, ha preferito il sistema Lombardo, che per chi non se ne fosse accorto nella classifica dell’ISTAT è posizionato molto più in basso delle statistiche di qualità ufficialmente considerate, e se questo non bastasse il modello a sistema è enormemente più dispendioso di quello attuale pugliese. Certo migliorare ancora, perfezionare l’esistente e standardizzare l’offerta eccellente a tutta la popolazione deve essere l’obiettivo, ma perché non chiederlo a chi sta già lavorando in questo senso sul territorio. Perché non dire abbiamo fatto bene come possiamo migliorare.

 Altrettanto inspiegabile è il silenzio del direttore generale dell’ASL di Taranto, avv. Stefano Rossi, che come sappiamo non disdegna essere presente sugli organi di informazione, e che spessissimo replica e interviene sulle pagine dei quotidiani locali. Ma nel caso specifico – nonostante i numerosi indicatori di performance sanitaria presi in considerazione dall’ISTAT, che rendono nuovi meritati riconoscimenti al Sistema 118 tarantino, noto per la velocità delle tempistiche di intervento e per l’elevata percentuale dei successi terapeutici riguardo i pazienti colpiti da arresto cardiaco improvviso e dimessi vivi dalle sedi ospedaliere senza esiti neurologici invalidanti – non ci risulta che sia partito  un comunicato stampa che diffondesse un dato così rassicurante per la popolazione e che rendesse merito a chi nel 118 lavora quotidianamente con risultati eccezionali. Un vero peccato un’ennesima occasione perduta oltre ad una brutta disattenzione nei riguardi dei lavoratori.

Emiliano Messina in qualità di segretario della UIL FPL ma anche di operatore della sanità, in considerazione dei risultati raggiunti dal personale del 118 di Taranto sente la necessità   di sottolineare l’elevata professionalità e la quotidiana abnegazione con la quale questi professionisti si approcciano ad un lavoro non semplice.

 Un risultato che premia la professionalità di ciascuno e l’organizzazione del servizio mettendo al centro la sicurezza degli interventi rivolti alle persone. Un risultato da condividere e del quale essere tutti partecipi e orgogliosi: questi sono i nostri operatori sanitari.