TaOggi32_08

tratto da TarantoOggi di Martedì 22 Luglio 2014

 

“I dipendenti comunali

non hanno vinto” 
 

“I dipendenti comunali non hanno vinto ma hanno perso e fa specie chi afferma il contrario”.
Inizia così una nota del segretario territoriale UIL FPL Diego Murri.
“L’ispirazione di questo sindacato che ha promosso il ricorso di antisindacalità, insieme alla R.S.U., è stata la vigilanza
sul rispetto delle regole e la loro correttezza si legge nella nota -. La mancanza di queste, svuota di dignità tutti i lavoratori, e di chi li dovrebbe rappresentare in unità come organismo di R.S.U. consegnando le lavoratrici ed i lavoratori
al mercimonio sui diritti e legittime aspettative. Infatti la Parte Pubblica, per prima, non volle acconsentire alla “legittima”
richiesta di “aggiornamento” su una proposta dell’Amministrazione rielaborata successivamente alla prima ‘informazione’.
Il fatto poi che la UIL FPL abbia avvertito come fatto morale la tutela dell’esercizio della R.S.U., che si  conferma è la rappresentanza di tutti i dipendenti dell’Ente, non può essere divulgato strumentalmente come colpa; egualmente la particolare circostanza che il Giudice assegnato non abbia ravvisato gli estremi giuridicamente tecnici per la “censura”,
è un fatto incidentale, che comunque non fa venire meno la“discutibilità” con cui si procede nella contrattazione decentrata, che in ogni caso dovrebbe essere ispirata alla considerazione e rispetto del ruolo della R.S.U., se non in stretto senso tecnico giuridico, ma come obbligo morale nell’esercizio del ruolo di rappresentante di Parte Pubblica, quindi per conto dell’Amministrazione, utile a prevenire i conflitti, e non indurli ed alimentarli, indipendentemente dal loro esito”.
Tutto questo “non può trovare soccombenza per il semplice fatto che la parte Pubblica, per bontà e generosità Sua, abbia
deciso di “concedere” qualche miglioramento, tra l’altro poco significativo, e solo per una categoria, dimenticandosi delle
fasce più basse, in particolar modo la B, e tra l’altro con pessime applicazioni, che già tanto malumore ha creato tra gli stessi eventuali destinatari. Così mancando l’obiettivo di “motivare” tutti i dipendenti, al contrario demotivandone molti.
Tanto in contraddizione con l’apprezzata ispirazione del direttore generale Giuseppe MELE partecipata nell’incontro
avuto con le OO.SS. e la R.S.U..
E allora si dica pure che le proposte ed emendamenti partecipate dalla R.S.U., ma anche dalla UIL FPL e condivise dalle
OO.SS. CSA e Diccap (non sottoscrittori dell’accordo), erano migliorative “significatamente” rispetto a quanto “frettolo-
samente” sottoscritto dalle altre OO.SS., forse accecate dalla contestualità di altri eventi, a noi oscuri e ignorati. In ultimo, ma non per ultimo, si osserva che in questa circostanza, la CGIL, ha interrotto la sua tradizione comportamentale, ispirata ad intransigenza e severità rispetto ai comportamenti datoriali di forzatura nelle Relazioni Sindacali, e perseveranza per il raggiungimento di conquiste economiche legittime per le lavoratrici ed i lavoratori.
E ancora peggio, appare a noi, che un dirigente sindacale (CGIL) si offra alla controparte, inteso come naturale ruolo istituzionale, a testimonianza contro un ricorso per presunta antisindacalità effettuata dalla R.S.U. e altro sindacato
confederale.
Tra l’altro la stessa CGIL FP fino a ieri è sempre stata convinta sostenitrice del “libero” e “autonomo” esercizio della R.S.U.
Con questi ultimi comportamenti prendiamo atto che è avvenuta una mutazione genetica nella propria politica ed ispirazione”.
“Tra l’altro la CGIL, – si legge ancora nella nota – unitariamente, dovrebbe preoccuparsi di più delle ricorrenti soccombenze nelle quali incorrono, alternativamente tutti i sindacati, e dei progressivi tentativi di marginalizzazione operata dai governi centrali e locali con effetto del restringimento dello spazio democratico, e non esaltare il rigetto di un Giudice sull’antisindacalità come un “personale” successo, e poi richiedere di proseguire alla Parte Pubblica sulla strada delle intese al ribasso.
Ma ugualmente ringraziamo, perchè le lavoratrici ed i lavoratori ora avranno chiaro chi realmente lotta per loro, per la dignità, che non può essere barattata da pochi ed insignificanti aumenti di spiccioli, e non per tutti, con riferimento particolare alla Ctg. B.
Per quanto ci 
riguarda continueremo a resistere, contro ogni privilegio e sperequazione a danno di una visione unitaria di tutti i dipendenti”. 
 
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