Province: legge regionale di riordino e la ricollocazione del personale.

PROVINCE

Cgil Fp Cisl Fp Uil Fpl

SEGRETERIE REGIONALI PUGLIA

Al Presidente Giunta Regione Puglia
Dott. EMILIANO

Al Vice Presidente Giunta Regione Puglia
Dott. Nunziante

LORO SEDI

Oggetto: La legge regionale di riordino delle funzioni delle province e la ricollocazione del personale.

Dall’approvazione della legge regionale di riordino delle funzioni delle province, “Riforma del sistema del governo regionale e territoriale”, datata 30 ottobre 2015 ad oggi, l’unico incontro dell’Osservatorio regionale che doveva darci dei lumi su tutta una serie di questioni rimaste ad oggi irrisolte risale al 28 gennaio.

In quella occasione, assente l’ANCI, abbiamo appreso che la capacità assunzionale della Regione veniva assorbita completamente da 83 unità della polizia provinciale, da 110 lavoratori di musei, pinacoteche e biblioteche e (forse) i 19 del turismo.

Nulla di fatto su regolamento e utilizzazione della polizia provinciale, ormai facente parte dell’area di vigilanza istituita dalla Regione, e qualche comunicazione sulle risorse da destinarsi ai Centri per l’Impiego (12 milioni di euro provenienti dal governo e 7 messi dalla Regione), di cui nulla si sa sulle spese di gestione, che ha fatto esclamare il presidente dell’UPI su una possibile chiusura.

Neanche un passaggio sull’attribuzione delle funzioni non fondamentali che, secondo quanto recita la norma regionale, dovrebbero essere attribuite alle associazioni di Comuni, e sulla ricollocazione dei 144 sovrannumerari, su cui, visto il mutismo degli Enti deputati ad assorbirli, la Regione potrebbe procedere ai sensi dell’art. 11 della legge 31.

Insomma i tempi corrono e la Regione non corrisponde come dovrebbe rispetto all’assolvimento delle modalità per il trasferimento delle risorse finanziarie, umane e strumentali connesse al riordino delle funzioni, nell’intento di valorizzare competenze e professionalità del personale interessato, come cita la legge Del Rio.

Le scriventi hanno sollecitato più volte, con note formali e in incontri informali, un maggiore tempismo sugli adempimenti, perché ormai sono a serio rischio il mantenimento dei servizi ma anche la conservazione del posto di lavoro.

Pertanto, permanendo lo stato di immobilismo, in mancanza di una velocizzazione e soluzione possibile e dunque di risposte alla vertenza in corso, le scriventi preannunciano sin da ora lo stato di agitazione di tutto il personale delle province.

I SEGRETARI GENERALI

FP CGIL       CISL FP           UIL FPL
D’Alberto         Lezzi              Vatinno