UIL – UIL FPL TARANTO: RIVISITARE PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO

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I Segretari generali

SEGRETERIE GENERALI DI TARANTO

Ai Sigg. Responsabili

degli Organi d’Informazione Stampa / Tv

Taranto

COMUNICATO STAMPA

UIL E UIL FPL TARANTO NECESSARIA L’APERTURA IMMEDIATA DEL CONFRONTO RIVISITARE PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO

La rete ospedaliera ridisegnata dal progetto di riordino che la Giunta Regionale ha varato trova il netto dissenso da parte delle Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria della provincia di Taranto, per motivazioni variamente argomentabili che toccano il metodo ed il merito dell’intera questione.

Nel metodo, le scriventi ritengono sbagliato l’approccio mostrato dal Legislatore regionale in quanto ritiene di avere assolto alla fase del confronto con un incontro in cui si è sostanzialmente “fotografato” il sistema sanitario pugliese rendendolo conforme al dispositivo della Legge di Stabilità e del D.M. n.70/2015. Un’analisi condotta sul livello delle dimensioni macro e che, nulla ha concesso, alla trattazione delle specificità dei singoli territori.

In ulteriore sintesi, l’intero progetto sembra ignorare totalmente tutta la fase storica che ha connotato il percorso di forte ridimensionamento che la sanità pugliese subisce da anni attraverso i continui piani di rientro somministrati dai precedenti governi regionali.

Incondivisibile, poi, la filosofia che ispira l’intera “manovra”: sopprimiamo quei presidi che, esprimendo una bassa qualità di azione, possono essere addirittura “pericolosi” per la salute dei cittadini pugliesi.

L’alternativa – vien di chiedere al presidente Emiliano, al direttore Gorgoni – non poteva essere / non dovrebbe essere il ridisegno di una ‘vera rete ospedaliera territoriale’ che raccordi e distribuisca i servizi sanitari da rendere efficienti sui nosocomi distribuiti sull’area di riferimento, piuttosto che sopprimere gli “inefficienti / e non scelti dai cittadini”?

Nel merito, poi, un’analisi oggettiva rivela dati sconcertanti riferiti a Taranto.

Taranto, perde ben tre ospedali, dopo Mottola e Massafra, ora subisce una terza chiusura: Grottaglie.

Taranto, all’indomani del piano, si presenta nella sua desolante configurazione storica, maglia nera dell’intera regione quanto al rapporto posti letto/abitanti con un’aliquota a 2,7% contro quella pugliese a 3,4% Taranto, altresì, nel parametro costi del personale / spesa complessiva è quella che con il 52% più si avvicina al valore prefissato dalla Legge di Stabilità 2016 fissato al 51%; mentre Bari e BAT sono addirittura al 61%

Viene, poi, da chiedersi se è ormai da ritenersi risolta la crisi “ambientale” che aveva previsto un intervento straordinario su Taranto, pur tradottosi con un finanziamento “una tantum” di 10 milioni di euro (utilizzati per finanziare l’assunzione del 50% del personale a tempo determinato). Invece, non solo quel finanziamento non viene reso “strutturale” dal Governo del Paese, ma addirittura viene ignorato da quello regionale.

La crisi ambientale e quella conseguente socio- sanitaria sembrano definitivamente archiviate!

Sempre nel merito.

L’ospedale di Grottaglie è punto di riferimento per 12 comuni limitrofi, l’ambito più esteso della provincia, che avrebbe grosse difficoltà nel trattare le acuzie, anche in considerazione di una rete viaria molto approssimativa che occorrerebbe utilizzare per raggiungere il sito sanitario più organizzato (Taranto).

Il “declassamento” di due ospedali che passerebbero dal I livello a ospedali di base, è la premessa per la “sicura” perdita non solo dei posti letto, bensì di specialità che necessitano per curare convenientemente soprattutto le patologie neoplastiche, che rappresentano uno dei punti di maggiore criticità di Taranto.

In considerazione delle valutazioni sia pur sinteticamente addotte, le scriventi ritengono necessaria l’apertura di un immediato confronto con il management sanitario regionale, integrato da quello locale e, nelle more di tanto, chiedono la rivisitazione del piano di riordino ospedaliero deliberato.

Taranto, 05 Marzo 2016

I Segretari generali

UIL, Giancarlo TURI, e UIL FPL, Franco BRUNETTI